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1 - Quando concorrono insieme circostanze aggravanti e circostanze attenuanti , e le prime sono dal giudice ritenute prevalenti, non si tien conto delle diminuzioni di pena stabilite per le circostanze attenuanti, e si fa luogo soltanto agli aumenti di pena stabiliti per le circostanze aggravanti.

2 - Se le circostanze attenuanti sono ritenute prevalenti sulle circostanze aggravanti, non si tien conto degli aumenti di pena stabiliti per queste ultime, e si fa luogo soltanto alle diminuzioni di pena stabilite per le circostanze attenuanti.

3 - Se fra le circostanze aggravanti e quelle attenuanti il giudice ritiene che vi sia equivalenza, si applica la pena che sarebbe inflitta se non concorresse alcuna di dette circostanze.

4 - Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle circostanze inerenti alla persona del colpevole, esclusi i casi previsti dall'articolo 99, quarto comma, nonché dagli articoli 111 e 112, primo comma, numero 4), per cui vi è divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sulle ritenute circostanze aggravanti, ed a qualsiasi altra circostanza per la quale la legge stabilisca una pena di specie diversa o determini la misura della pena in modo indipendente da quella ordinaria del reato23.



[NB:] La Corte Costituzionale , con sentenza 15 novembre 2012, n. 251, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui prevede «il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all'art. 73, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 sulla recidiva di cui all'art. 99 , quarto comma, c.p.»; con sentenza 14 aprile 2014 n. 105, nella parte in cui prevede «il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 648 , secondo comma, cod. pen., sulla recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, cod. pen.»; con sentenza 14 aprile 2014 n. 106, nella parte in cui prevede «il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 609-bis, terzo comma, cod. pen., sulla recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, cod. pen.. Successivamente la Corte, con sentenza 7 aprile 2016, n. 74, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza



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