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Appropriarsi degli impulsi elettronici dell'ufficio è peculato d'uso

Appropriarsi degli impulsi elettronici dell'ufficio è peculato d'uso
Appropriarsi degli impulsi elettronici dell'ufficio è peculato d'uso Un reato molto particolare è quello di appropriazione degli impulsi elettronici che, detto in parole più semplici, significa utilizzare il telefono dell'ufficio per scopi personali.

Telefonare durante l'orario di lavoro e quindi utilizzare gli impulsi elettronici della ditta a fini privati, comporta il reato di peculato d'uso secondo quanto stabilito da una sentenza del 2013.

L'articolo numero 314 del Codice Penale che tratta del reato di peculato, al secondo comma specifica che la condotta fraudolenta si può inquadrare nel delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato o di abuso d'ufficio.

Inizialmente il comportamento dell'impiegato che aveva utilizzato il telefono dell'ufficio per scopi personali era stato descritto come peculato d'uso, in quanto non vi sarebbe stata un'appropriazione di impulsi elettronici ma solamente un momentaneo uso.
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La vicenda è stata giudicata in altre sedi come reato di peculato comune, perché l'uso del telefono non comporta solamente l'utilizzo dell'apparecchio in sé, ma anche quello dell'utenza telefonica e quindi dell'energia elettrica che, avendo un valore economico, può costituire oggetto di peculato.

Ecco quanto stabilisce la prima parte dell'articolo 314 del Codice Penale: "Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di danaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni".

Una parte minore della giurisprudenza ha ritenuto l'utilizzo dell'apparecchio telefonico aziendale per scopi personali come reato di abuso d’ufficio, disciplinato dall'articolo 323 del Codice Penale, ma nella sentenza in questione i giudici hanno stabilito che la condanna giusta fosse quella di peculato d'uso.
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"Il secondo comma dell’articolo 314 disciplina la figura del peculato d'uso, introdotta dalla legge 26 aprile 1990, n. 86, che si caratterizza appunto per la temporaneità dell'uso e per l'immediata restituzione della cosa. Viene quindi a non applicarsi in questo caso l'attenuante delle restituzioni di cui all'art. 62, n. 6".

L'uso privato del telefono dell'ufficio non si può equiparare all'appropriazione indebita e attualmente l'indirizzo predominante della giurisprudenza è quello che gli impulsi elettronici usati per telefonare non possano costituire oggetto di appropriazione, perché non sono indipendenti ma vengono prodotti dall'attivazione del telefono.

L'apparecchio telefonico viene impiegato indebitamente ma poi restituito alla sua destinazione originaria e il reato si configura anche se l'oggetto non esce materialmente dalla disponibilità della Pubblica Amministrazione.

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