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Depenalizzazione, i reati contro il patrimonio che non esistono più

Depenalizzazione, i reati contro il patrimonio che non esistono più
Depenalizzazione, i reati contro il patrimonio che non esistono più I decreti numero 7 e numero 8 varati dal Governo all'inizio del 2016 hanno introdotto la depenalizzazione dei reati cosiddetti minori.

Lo scopo è quello di alleggerire le procedure dei tribunali che spesso durano molti anni e concentrarsi sui reati più gravi e pericolosi.

Per il momento sono stati depenalizzati 41 reati che sono sostanzialmente spariti dal codice penale e dalle leggi speciali, a meno che non ci siano circostanze aggravanti.

Questi illeciti penali sono diventati illeciti amministrativi e invece del carcere prevedono sanzioni pecuniarie.

Per quel che riguarda i reati contro il patrimonio è stato depenalizzato l'articolo numero 627 del codice penale relativo alla sottrazione di cose comuni.
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"Il comproprietario, socio o coerede che, per procurare a sé o ad altri un profitto, si impossessa della cosa comune, sottraendola a chi la detiene, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da venti euro a duecentosei euro.

Non è punibile chi commette il fatto su cose fungibili, se il valore di esse non eccede la quota a lui spettante".

Depenalizzato anche l'abuso di credulità popolare disciplinato dall'articolo 661 del codice penale.

"Chiunque, pubblicamente, cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è soggetto, se dal fatto può derivare un turbamento dell' ordine pubblico, alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 15.000".
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E infine, l'ultimo articolo del codice penale relativo ai reati contro il patrimonio che è stato depenalizzato è quello inerente l'appropriazione di cose smarrite.

"È punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa da trenta euro a trecentonove euro: 1) chiunque, avendo trovato denaro o cose da altri smarrite, se li appropria, senza osservare le prescrizioni della legge civile sull'acquisto della proprietà di cose trovate;

2) chiunque, avendo trovato un tesoro, si appropria, in tutto o in parte, la quota dovuta al proprietario del fondo;

3) chiunque si appropria cose, delle quali sia venuto in possesso per errore altrui o per caso fortuito.

Nei casi preveduti dai numeri 1 e 3, se il colpevole conosceva il proprietario della cosa che si è appropriata, la pena è della reclusione fino a due anni e della multa fino a trecentonove euro".

Tra i reati che spariranno dal codice penale, hanno creato parecchia perplessità quelli relativi all'ingiuria, agli atti osceni e alla pubblicazione di spettacoli osceni, al contrabbando e alla guida senza patente.

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