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Le truffe per non pagare l’autostrada sono un reato: "Non è un illecito Civile, ma un reato di insolvenza fraudolenta articolo 641 del Codice Penale"

Le truffe per non pagare l’autostrada sono un reato
Le truffe per non pagare l’autostrada sono un reato Chi in qualche modo truffa la Società Autostrade, spiegano gli avvocati esperti in reati contro il patrimonio, ritirando il biglietto all'ingresso e non pagando il pedaggio all'uscita non commette un illecito civile ma un reato di insolvenza fraudolenta. L'insolvenza fraudolenta è documentata dall'articolo 641 del Codice Penale: "Chiunque, dissimulando il proprio stato d'insolvenza, contrae un'obbligazione col proposito di non adempierla è punito, a querela della persona offesa, qualora l'obbligazione non sia adempiuta, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a cinquecentosedici euro. L'adempimento dell'obbligazione avvenuto prima della condanna estingue il reato".

Con l'ingresso in autostrada, ritirando il talloncino o passando sotto la telecamera del telepass, scatta automaticamente l'obbligo di pagare il pedaggio all'uscita e chi non adempie integralmente al pagamento rischia perfino il carcere.

L'unico modo per sfuggire alla condanna è quello di pagare tutto il pedaggio compresi gli interessi ed eventuali spese accessorie e farlo prima della condanna definitiva.

Gli stratagemmi utilizzati dagli automobilisti per non pagare il pedaggio o pagarne solamente una parte sono molti, ma vengono sempre smascherati e finiscono nei tribunali di tutte le città.
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Una pratica molto comune è quella di smagnetizzare il biglietto autostradale appena ritirato e una volta usciti al casello si dichiara al casellante di essere entrati in un casello più vicino.

La Società Autostrade ha portato più di una volta in tribunale automobilisti che hanno utilizzato questo semplice trucco.

I giudici del tribunale di La Spezia hanno recentemente giudicato un automobilista che era entrato in autostrada con il telepass e lo aveva oscurato al momento dell'uscita, poi era rientrato ed era uscito al casello più vicino facendosi filmare dalla telecamera.

Una truffa banale, che però non è sfuggita alle telecamere di sorveglianza dei caselli autostradali e l'automobilista è stato denunciato per insolvenza fraudolenta.

In una sentenza del tribunale di Firenze è stato condannato un autotrasportatore che aveva l'abitudine di smagnetizzare il biglietto autostradale e fornire false dichiarazioni all’uscita.

Il camionista si presentava sempre con il biglietto smagnetizzato affermando di essere entrato a un casello più vicino, però è stato individuato dei servizi di sorveglianza e quindi denunciato.
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Per i furbetti delle autostrade non serve a nulla affermare di avere smarrito il biglietto, infatti in questo caso si deve pagare l'intera tratta. Ma cosa succede se una persona realmente smarrisce il biglietto autostradale?

Una volta giunti al casello si può firmare un modulo di autodichiarazione badando di esporre la reale provenienza, perché è sotto la propria responsabilità penale dichiarare il falso.

La stessa cosa succede se un automobilista finisce per errore nel casello del telepass senza avere l’apparecchio. Il casellante è costretto a farlo passare comunque e l'unico modo per non fargli pagare l'intera tratta è quello di fargli firmare un’autodichiarazione con la stazione di entrata e accettare il pagamento parziale.

La legge prevede che la Società Autostrade invii una diffida di pagamento per riscuotere la somma rimanente che può essere contestata dall'automobilista appoggiandosi ad un avvocato esperto.

Bisogna spedire una dichiarazione scritta insieme ai documenti relativi, tenendo presente che si rischia una condanna penale sottoscrivendo il falso.
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