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La successione testamentaria: caratteristiche e legittimari

La successione testamentaria
La successione testamentaria In questo articolo si cerca di fare chiarezza di due concetti inerenti la successione testamentaria: le quote possono essere verse nella successione legittima rispetto alla successione necessaria. Spiega l’avvocato specializzato che il legislatore ha stabilito che una porzione stabilita di eredità, definita quota di riserva o legittima, sia indirizzata ai legittimari.

Laddove manchi il testamento la quota di cui dispone liberamente chi fa il testamento, detta quota disponibile, andrà in favore degli eredi, mentre nei casi di successione testamentaria si dà priorità alla volontà del defunto sulle disposizioni della quota disponibile.

Precisa l’avvocato esperto che la successione testamentaria ipotizza che il testatore sia in grado di redigere il testamento pertanto, secondo la norma, possono predisporre le proprie volontà per testamento tutti coloro che non sono stati definiti incapaci di intendere e di volere dalla legge. A questa categoria appartengono i minorenni, gli interdetti per infermità mentale, i soggetti non interdetti ma non in grado di intendere e di volere al momento della stesura del testamento.
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A tal proposito una sentenza del 2013 ha stabilito che per annullare un testamento per incapacità del testatore, è fondamentale produrre la prova che l’invalidità privi totalmente chi redige il testamento della consapevolezza dei propri atti.

La norma non fa eccezione nemmeno per il minore abilitato a sposarsi e a continuare l’impresa: nonostante sia un soggetto emancipato non può fare testamento.

Prosegue l’avvocato che la norma individua nel tutore e protutore, nel notaio, nei testimoni e nell’interprete del testamento pubblico, nel soggetto che ha scritto o ricevuto il testamento segreto le figure che non possono essere destinatari di testamento.

La porzione di eredità di cui il testatore non può decidere, né per generosità che per decesso, si chiama quota di legittima in quanto compete per legge ai legittimari vicini al defunto per stretti legami di parentela o matrimoniali. 

In sintesi il legislatore, per concedere ad alcuni soggetti una quota minima del patrimonio testamentario, attribuisce loro il titolo ereditario di legittimari che consente di acquisire tale quota minima.
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Nell’ordinamento italiano sono definiti legittimari, specificano gli avvocati esperti, il coniuge, i figli e gli ascendenti in assenza di prole. In tal modo ne consegue che il patrimonio ereditario può essere suddiviso in due parti: la quota disponibile liberamente attribuita dal testatore e la quota di legittima o riserva che il testatore non può devolvere ad eredi legittimi o estranei in quanto attribuita dalla legge ai legittimari.

Per stabilire quanto dell’eredità spetta al legittimario affinché sia rispettata la propria quota di legittima, è fondamentale confrontare il valore della quota riservata testamento, privo dei debiti, La quota di legittima, spiega l’avvocato specializzato, è il risultato del rapporto tra la quota prevista per il legittimario e la cosiddetta massa ereditaria ovvero la somma di tutti i beni che appartenevano al defunto al momento della morte, decurtati i debiti.

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