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Se ci sono troppe spese l’assegno di mantenimento all’ex non è dovuto.

Se ci sono troppe spese l’assegno di mantenimento all’ex non è dovuto
Se ci sono troppe spese l’assegno di mantenimento all’ex non è dovuto In caso di separazione tra coniugi l'articolo 156 del Codice Civile stabilisce che chi non ne è il responsabile abbia diritto a un assegno di mantenimento se non ha le possibilità economiche di conservare il tenore di vita che aveva durante il matrimonio.

La cifra dell'assegno mensile viene stabilita dal giudice al momento della separazione e può essere modificata nel tempo se cambiano le condizioni economiche di uno dei due.

La somma viene decisa tenendo in considerazione i redditi di entrambi e il giudice deve calcolare che il partner che dovrà versare l'assegno di mantenimento non si trovi poi in condizioni disagiate.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione Civile ha cancellato l'obbligo di versare l'assegno di mantenimento all'ex moglie per un maresciallo della Guardia di Finanza che era gravato da troppe spese.

Al momento della separazione il giudice aveva stabilito che alla moglie fosse assegnata la casa coniugale dove potesse vivere con entrambi i figli minori.
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La moglie ha lasciato la casa coniugale e si è trasferita da un'altra parte in affitto, perché l'ex marito non aveva i mezzi per vivere a causa delle spese eccessive.

Su uno stipendio di 2050 euro pagava un mutuo di 600 euro per la casa comune più l'assegno di mantenimento di 400 euro all'ex moglie e di 527 euro ai figli.

Inoltre l'uomo doveva rimborsare un finanziamento di 140 euro mensili. Facendo i conti gli rimanevano circa 300 euro al mese per vivere, quindi si è opposto alla decisione del tribunale.

Il ricorso è stato respinto in Appello ed è finito in Cassazione, dove i giudici della Suprema Corte si sono trovati di parere contrario a quelli della Corte d'Appello.

Al momento della separazione il tribunale aveva tenuto in considerazione solamente gli stipendi degli ex coniugi, che erano di 2050 euro per lui e circa 900 euro per lei, operatrice in un call center.

Il tribunale ha quindi dato ragione al marito rivalutando l'assegno di mantenimento, perché se le spese sono così gravose da impedire una vita dignitosa questo può essere ridotto o addirittura cancellato.
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Mettendo insieme l'assegno di mantenimento dei figli, il mutuo della casa e il finanziamento, i giudici hanno deciso di togliere l'assegno di mantenimento di 400 euro per l'ex moglie.

Non è la prima volta che una sentenza riduce l'assegno di mantenimento in seguito alla modifica delle condizioni economiche del partner che lo deve versare. Se ad esempio l'ex coniuge che mantiene l'altro va in pensione, si deve ridimensionare anche l'assegno di mantenimento.

Per calcolare la cifra da versare esistono anche dei tool su internet presenti in molti siti di avvocati o studi legali. Basta inserire lo stipendio del coniuge economicamente più forte, quello del più debole ed eventuali figli a carico per avere subito una cifra approssimativa di quanto si dovrà versare.

Nel compilare i campi dove va inserito il reddito di colui che deve versare l'assegno bisogna togliere un eventuale mutuo della casa coniugale, inoltre se i figli sono in affidamento condiviso e vivono una parte del tempo con entrambi i genitori non vanno inclusi nel calcolo.

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