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L’istanza di divorzio breve: le novità e il testo della legge. Chiedi un preventivo gratuito all’avvocato per vincere la causa

divorzio breve: novità e testo della legge
divorzio breve: novità e testo della legge In questo articolo verranno esplicitati tutti i cambiamenti contemplati dalla proposta di legge del cosiddetto divorzio breve che il 22 aprile 2015 è stata approvata alla Camera dei Deputati.

Essa ha disciplinato definitivamente le modalità di ammissione alla conclusione del matrimonio. Rispetto alla legge di divorzio in vigore, n. 898 del 1970, infatti, la nuova norma abbrevia, innanzitutto, l’arco temporale necessario a modificare l’istanza da separazione a divorzio.

L’articolo 3 della precedente legge sul divorzio stabiliva che il venir meno o la conclusione degli effetti civili del matrimonio poteva essere richiesto da uno o entrambi i coniugi solo in presenza di una sentenza passata in giudicato che stabiliva la separazione giudiziale oppure riconosceva la separazione consensuale.

Per l’ammissione della domanda di divorzio, le separazioni dovevano prolungarsi continuativamente da minimo tre anni a far data dalla richiesta dei coniugi al tribunale competente.
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La nuova legge varia questo aspetto sia in materia di separazioni giudiziali sia per quelle consensuali.
Nel primo caso il periodo minimo di separazione continuativa tra i coniugi che riconosce la possibilità di presentare l’istanza di divorzio è stato ridotto da tre anni a dodici mesi.

Rimane invariata la decorrenza del termine dalla presentazione della richiesta dei coniugi al tribunale per la procedura di separazione personale.

In materia di separazioni consensuali, invece, l’ammissione della domanda di divorzio è consentita dopo un periodo di separazione continuata dei coniugi di sei mesi. Tale termine si riferisce anche a tutte le separazioni originariamente controverse che si tramutano in consensuali nel corso del tempo.

Anche in questo caso la decorrenza del termine è legata alla presentazione della richiesta dei coniugi al tribunale.

Ulteriore novità è lo scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi che impatta sui requisiti reddituali.

Secondo la norma precedentemente in vigore l’annullamento della comunione si concretizzava solo nel momento in cui passava in giudicato la sentenza di separazione.
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La legge attuale accelera anche la conclusione della comunione legale al momento in cui i coniugi sono autorizzati a vivere separatamente dal presidente del tribunale, in caso di separazione giudiziale, e alla data di sottoscrizione del corrispondente verbale di separazione nel caso della consensuale.

La legge approvata il 22 aprile 2015, in ultimo, ha regolamentato la fase transitoria.

Gli aspetti sopra descritti della nuova normativa si adottano anche nei processi in corso al momento dell’entrata in vigore della legge stessa.

Medesima soluzione si adotta anche nel caso in cui la premessa del procedimento di separazione personale sia ancora pendente alla data di entrata in vigore della norma.

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