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Addio all’assegno di mantenimento legato al tenore di vita

Addio all’assegno di mantenimento legato al tenore di vita
Addio all’assegno di mantenimento legato al tenore di vita Una sentenza della Corte di Cassazione ha modificato le condizioni per ottenere l’assegno di mantenimento in caso di divorzio.

Il parametro legato al tenore di vita è stato archiviato per sempre e adesso solamente le proprietà e l’indipendenza economica incideranno sul diritto ad avere l’assegno.

Secondo un censimento ISTAT, dal 2005 al 2015 sono aumentati mediamente i divorzi, da 151,2 ogni mille matrimoni nel 2005 a 297,3 nel 2015.

L’ammontare medio dell’assegno di mantenimento è variato nel corso del tempo, nel 2005 era di 483,13 euro, ha raggiunto un picco massimo nel 2011 pari a 529 euro ed è calato progressivamente fino ad arrivare nel 2015 a 485,43 euro.

I giudici della prima sezione civile della Cassazione di Bologna hanno cambiato per la prima volta il criterio con il quale dovrà essere calcolato l’assegno di divorzio, altrimenti chiamato mantenimento.
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È dunque finito il tempo dei divorzi da favola, di cui il caso più clamoroso è stato quello tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario, alla quale il Cavaliere versava un assegno di 2 milioni di euro mese, poi ridotto dal tribunale ad un milione.

Una recente sentenza di divorzio tra un ex ministro e la ventisettenne moglie imprenditrice bolognese, ha stabilito che in Italia la cifra dell’assegno andrà valutata tenendo presente l’indipendenza e l’autosufficienza economica e non più il tenore di vita.

L’imprenditrice di Bologna si è vista negare il ricorso della sentenza tramite la quale si era vista rifiutare l’assegno di divorzio già nel 2014.

La Suprema Corte ha nuovamente respinto l’istanza, dal momento che il marito ha avuto una diminuzione del reddito diventando pensionato, mentre lei ha continuato a lavorare nel ramo imprenditoriale.

Non ha nessuna importanza se durante il menage coniugale il tenore di vita della coppia è stato molto elevato, oggi deve essere valutato un parametro diverso per vedere se l’ex coniuge può vantare o meno il diritto di ricevere l’assegno di mantenimento.
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Nella sentenza si legge che «se è accertato che è economicamente indipendente o effettivamente in grado di esserlo, tale diritto non deve essergli riconosciuto».

Per determinare l’indipendenza economica bisogna considerare l’effettiva capacità di lavorare, il lavoro svolto, il patrimonio mobiliare e immobiliare, la disponibilità di avere una casa in cui vivere e dunque tutti i redditi attualmente a disposizione.

Molte coppie oggi per tutelarsi in caso di divorzio, stabiliscono prima del matrimonio le condizioni economiche con una scrittura privata, dal momento che la legge può cambiare in ogni istante.

Oggi l’assegno di divorzio può essere riconosciuto solamente a chi non ha i mezzi economici sufficienti per potersi mantenere e non conta più niente il tenore di vita quando la coppia era unita.

Il presidente dell’Associazione avvocati matrimonialisti Gian Ettore Gassani considera questa sentenza un «terremoto giurisprudenziale», che però è in linea con l’orientamento degli altri paesi europei.

Adesso bisognerà vedere se si tratta di un caso isolato oppure, più probabilmente, i prossimi verdetti non considereranno più il tenore di vita durante il matrimonio per calcolare l'assegno.

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