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Le novità sulla filiazione e il diritto agli alimenti

Le novità sulla filiazione e il diritto agli alimenti
Le novità sulla filiazione e il diritto agli alimenti L'articolo 433 del Codice Civile modificato dal decreto legislativo numero 154 del 2013 ha riformato la filiazione.

Appartenere ad una famiglia fa nascere diritti ed i doveri, tra cui anche l'obbligo degli alimenti, che sono cifre periodiche dovute per legge a chi si trova in stato di bisogno.

In base alla solidarietà familiare e al principio di reciproca assistenza, è obbligatorio corrispondere gli alimenti a chi non ha mezzi economici.

In alcuni casi può intervenire la legge con un contratto o con un testamento che stabilisca un'obbligazione volontaria agli alimenti.

Sono obbligati per legge agli alimenti le persone legate da un vincolo di parentela, ma chi li riceve deve avere dei particolari requisiti.

Un presupposto fondamentale è lo stato di bisogno, derivato dalla capacità economica insufficiente a provvedere alla propria indipendenza.

Il diritto agli alimenti termina in caso di morte di chi provvede agli stessi, oppure in caso di mutamento delle condizioni economiche di entrambi.
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Se cessa lo stato di bisogno oppure se chi deve corrispondere gli alimenti si trova improvvisamente senza entrate economiche i soldi non sono più dovuti.

La perdita al diritto agli alimenti è disciplinata dall'articolo 609 nonies del Codice Penale per alcuni casi e l'obbligo si estingue in caso di revoca, come disciplinato dall'articolo 800 del Codice Civile, oppure in caso di decesso.

"La donazione può essere revocata per ingratitudine o per sopravvenienza di figli".

L’articolo 801 specifica: "La domanda di revocazione per ingratitudine non può essere proposta che quando il donatario ha commesso uno dei fatti previsti dai numeri 1, 2 e 3 dell'articolo 463, ovvero si è reso colpevole d'ingiuria grave verso il donante o ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio di lui o gli ha rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti ai sensi degli articoli 433, 435 e 436".
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Il diritto agli alimenti non va mai in prescrizione, ma le annualità arretrate si prescrivono nel termine di cinque anni secondo quanto disciplinato dall'articolo 2948 del Codice Civile.

L’articolo 609 nonies del Codice Penale disciplina anche le pene accessorie e gli effetti penali della violenza sessuale e comporta altre cose.

"La perdita della responsabilità genitoriale, quando la qualità di genitore è elemento costitutivo o circostanza aggravante del reato" e "la perdita del diritto agli alimenti e l'esclusione dalla successione della persona offesa".

La recente riforma della filiazione ha stabilito che il figlio maggiorenne in stato di bisogno può agire tramite un giudice per ottenere gli alimenti ai sensi dell'articolo 279 che è stato modificato come segue.

"In ogni caso in cui non può proporsi l'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità, il figlio nato fuori del matrimonio può agire per ottenere il mantenimento, l'istruzione e l'educazione.

Il figlio nato fuori del matrimonio se maggiorenne e in stato di bisogno può agire per ottenere gli alimenti a condizione che il diritto al mantenimento di cui all’articolo 316, sia venuto meno. L'azione è ammessa previa autorizzazione del giudice ai sensi dell'articolo 251".

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