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Impedisce l’espatrio del figlio e finisce in tribunale

Impedisce l’espatrio del figlio e finisce in tribunale
Impedisce l’espatrio del figlio e finisce in tribunale Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un padre separato che voleva impedire al figlio di tornare dalla madre.

Una coppia non sposata ha concepito un bambino in Spagna, dove si era trasferita per motivi di lavoro; in seguito alla separazione, il padre ha deciso di tornare in Italia stabilmente e, in occasione delle festività natalizie, ha ospitato il figlio in casa propria decidendo poi di non lasciarlo più partire per la Spagna.

Ha chiesto al tribunale l'affidamento del bambino in via esclusiva e la possibilità di prendere per lui qualunque decisione senza farlo più vedere alla madre, rifacendosi ai provvedimenti per la tutela dei minori scritti nel regolamento CE 2201 del 2003.

In questo documento il Ministero dell'Interno tratta di competenza, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni, in materia di responsabilità genitoriale. In particolare, l'articolo 20 riguarda i Provvedimenti provvisori e cautelari.
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«In casi d'urgenza, le disposizioni del presente regolamento non ostano a che le autorità giurisdizionali di uno Stato membro adottino i provvedimenti provvisori o cautelari previsti dalla legge interna, relativamente alle persone presenti in quello Stato o ai beni in esso situati, anche se, a norma del presente regolamento, è competente a conoscere nel merito l'autorità giurisdizionale di un altro Stato membro».

La Corte d'Appello del Tribunale dei Minorenni di Milano ha rigettato il reclamo del padre, perché il bambino era abitualmente residente in Spagna dove è stato iscritto al servizio sanitario pubblico, all'anagrafe ed ha frequentato la scuola materna.

La competenza internazionale in merito al giudizio del minore spetta alla Spagna, suo domicilio abituale, anche perché i genitori, nel momento della separazione avevano sottoscritto un accordo nel quale stabilivano che, se uno dei due si fosse allontanato dalla nazione, l'affidamento del bambino sarebbe stato modificato per preservare il suo interesse.
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Il padre non si è dato per vinto ed è ricorso in Cassazione, sebbene i giudici avessero evidenziato il fatto che il bambino si trovasse a disagio per essere stato allontanato dalla Spagna che considerava casa sua.

la Suprema Corte ha rigettato il ricorso perché, in base all'articolo 8 del regolamento, la competenza internazionale in merito alla responsabilità genitoriale spetta alla nazione dove ha la residenza abituale il minore, in questo caso la Spagna.

La residenza abituale viene considerata basandosi non solamente sul luogo dell'abitazione, ma anche sui legami affettivi generati in famiglia e in ogni ambito di vita e di relazione.

La residenza è valutata considerando tutta una serie di circostanze che stabiliscono le ragioni e la durata del soggiorno di un minore nel territorio di uno Stato membro dell'Unione Europea.

In questo caso il padre non può opporsi all'espatrio e dovrà accettare le decisioni del Tribunale dei Minorenni spagnolo su come, dove e per quanto tempo vedere il bambino.

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