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Se l’obbligato non versa gli alimenti, l’obbligo ricade sul suo datore di lavoro. Richiedi una consulenza legale

Se l’ex coniuge non versa l'assegno di mantenimento, lo fa il suo datore di lavoro
Se l’ex coniuge non versa l'assegno di mantenimento, lo fa il suo datore di lavoro Il caso che fornisce lo spunto per questo articolo si riferisce a una donna separata dal marito e con figli a carico. La donna aveva presentato istanza di separazione e lamentava l’assenza prolungata dell’ex coniuge dal punto di vista economico, dal momento che non versava gli alimenti decisi dal Tribunale competente.

Sottolineando di essere in condizioni non abbienti a differenza dell’ex marito che percepisce uno stipendio considerevole, ha chiesto all’avvocato come poter obbligare l’ex marito al versamento regolare dell’assegno previsto.

Si tratta di una delle fattispecie più diffuse a cui la norma ha dato risposta decretando che, sia in caso di separazione che di divorzio, il coniuge a cui spetta da sentenza l’assegno di mantenimento può presentare istanza affinché il datore di lavoro dell’ex coniuge inadempiente provveda in prima persona a versare la somma stabilita, rivalendosi sul compenso erogato.
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La norma, precisa l’avvocato, ha esteso tale obbligo anche ai committenti che all’ex coniuge devono periodicamente degli emolumenti, inclusi gli istituti che forniscono trattamenti pensionistici, ovvero gli eventuali locatari di immobili di proprietà.

Dal punto di vista processuale, se la disamina emerge durante l’ammissione alla causa di separazione, trascorsi trenta giorni dalla scadenza del versamento della somma, il titolare del beneficio deve intimare formalmente l’ex coniuge ad adempiere mediante raccomandata con avviso di ricevimento in cui notifica l’inadempienza dell’obbligo e chiede successivamente al Tribunale di obbligare il terzo a pagare.

A seguito di tale obbligo emesso dal giudice competete, il datore di lavoro o il terzo obbligato al versamento periodico dovrà corrispondere in prima persona al titolare dell'assegno di mantenimento la somma decretata in sede processuale. Qualora anche il terzo debitore dell’ex coniuge non assolva, il titolare del credito può adire le vie legali contro di lui per ottenere l’obbligo al pagamento.




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Chiaramente, nel caso in cui il credito dell’ex coniuge nei confronti dei terzi al momento della notifica del provvedimento sia oggetto di pignoramento da altri, il giudice provvederà ad aggiudicare e a distribuire le somme fra il titolare del beneficio di mantenimento e tutti i creditori. Il giudice dell’esecuzione terrà conto della metà degli emolumenti percepiti come margine di pignorabilità qualora il coniuge moroso sia un pubblico dipendente.

A seguito di sentenza definitiva di divorzio, il titolare dell’assegno può presentare una vertenza che non richieda un provvedimento del giudice: in questo caso il beneficiario rende nota la disposizione della sentenza che gli riconosce il diritto al mantenimento al terzo che periodicamente versa somme di denaro all’ex coniuge, esortandolo a corrispondere immediatamente tali somme, notificandolo all’ex coniuge moroso.

La norma estende le medesime regole al diritto dell'ex coniuge beneficiario dell’assegno di divorzio di assicurarsi, sino alle successive nozze, una quota del trattamento di fine rapporto corrisposta all'altro coniuge al momento della conclusione del proprio rapporto di lavoro.
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