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La decorrenza dalla domanda giudiziale per l’assegno di mantenimento. La parola all’avvocato online

La decorrenza dalla domanda giudiziale per l’assegno di mantenimento
La decorrenza dalla domanda giudiziale per l’assegno di mantenimento Il tema che ci prestiamo ad affrontare riguarda l’assegno di mantenimento. Facendo un rapido sunto, possiamo dire che la materia trattata riguarda due casi specifici: l’assegno divorzile e l’assegno di mantenimento nella separazione.

Per una trattazione più completa è doveroso spiegare ognuno di questi due aspetti, in due tempi differenti e distinti. La decorrenza dell’assegno divorzile avviene dalla data di passaggio in giudicato della sentenza.

Resta sostanzialmente quindi respinta una tesi che vedeva la decorrenza dell’assegno divorzile dalla data nella quale è stata presentata la domanda.

Questa disposizione è stata decisa in questa maniera in quanto l'assegno divorzile trova la propria fonte nel nuovo status delle parti, tale nuovo status delle parti è sancito dalla pronuncia del giudice, che ne detiene efficacia costitutiva.
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Ecco cosa dice l'articolo 4, comma 13, della Legge n. 898/1970: “Quando vi sia stata la sentenza non definitiva, il tribunale, emettendo la sentenza che dispone l'obbligo della somministrazione dell'assegno, può disporre che tale obbligo produca effetti fin dal momento della domanda.”

Questo comma ha inserito un temperamento, il significato è che avendo dato al giudice la facoltà di anticipare, tenendo ben presente il contesto, ovvero la relazione alle circostanze del caso concreto, può anche non dover esserci una specifica richiesta, da qui possiamo comprendere la decorrenza dell'obbligo di corresponsione dell'assegno dalla data della domanda di divorzio.

Altro discorso per l’assegno di mantenimento nella separazione. L'assegno di mantenimento riconosciuto in sede di separazione personale (così come anche la sua successiva revisione) con parere espresso dalla Corte di Cassazione, con sentenza n. 25010/07, decorre dalla data della domanda.
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Vediamo bene per quali ragioni. In primo luogo, in forza di un principio fondativo: cioè quello per il quale un diritto non può restare pregiudicato dal tempo necessario per farlo valere in giudizio, nonché per analoga regola stabilita dall'articolo 445 del Codice civile, in materia di alimenti, secondo il quale: "Gli alimenti sono dovuti dal giorno della domanda giudiziale o dal giorno della costituzione in mora dell'obbligato, quando questa costituzione sia entro sei mesi seguita dalla domanda giudiziale".

Se la regola è quindi quella della retroattività (alla data della domanda), ad ogni modo, il giudice possiede il potere di sancire una decorrenza diversa, ovvero può graduare e differenziare nel tempo l'entità dell'assegno in base ai dati concretamente accertati.
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