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Le novità sul mantenimento dei figli maggiorenni. L’avvocato specializzato spiega

L'assegno di mantenimento dei figli maggiorenni
L'assegno di mantenimento dei figli maggiorenni Il tema del mantenimento dei figli maggiorenni è all’attenzione dei giudici per le conseguenze che ne derivano dal punto di vista pratico.

La norma che disciplina il mantenimento dei figli maggiorenni, spiega l’avvocato specializzato in diritto di famiglia, è stabilito dall'art. 30 della Costituzione e dagli articoli specifici del Codice Civile che statuiscono l’obbligo per i genitori di accudire, istruire ed educare i figli in relazione alle attitudini e inclinazioni e ai desideri degli stessi in rapporto al rispettivo reddito e in base all’abilità lavorativa, senza alcuna interruzione per il solo raggiungimento dei diciotto anni.

Questo obbligo è stato confermato da una norma del 2006 secondo cui il giudice, dopo aver verificato la situazione, può disporre un mantenimento periodico, non prorogabile all’infinito, per i figli maggiorenni che si trovano in condizione economica di dipendenza dalla famiglia.
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La norma stabilisce, inoltre, che per definire l’ammontare dell'assegno in situazioni di separazioni o divorzio è necessario riferirsi alla condizione economica beneficiata dai figli durante il legame matrimoniale dei genitori, al periodo di presenza presso ognuno dei due genitori, ai requisiti reddituali di questi ultimi nonché alle esigenze del figlio considerate in quel momento specifico.

A tal proposito anche la Cassazione ha stabilito che tali esigenze variano col tempo e legittimano un aggiornamento dell'assegno, senza necessità di prove in merito.

Per quanto riguarda la misura dell’assegno, inoltre, sottolinea l’avvocato, l’importo del mantenimento va adattato sia in base alla differenziale reddituale dei due genitori, a seguito della separazione o del divorzio, che in base al reddito guadagnato dal figlio adeguato al lavoro svolto idealmente, calmierato in relazione al livello di autonomia raggiunto.

Tale obbligo dei genitori di concorrere alla cura di figli non è prorogabile per un periodo infinito essendo subordinato al raggiungimento dell’indipendenza economica tale da provvedere autonomamente alle proprie necessità.
 




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Questo concetto di autonomia economica del figlio è stato oggetto di diverse interpretazioni giuridiche sino a stabilirne che il limite non è rappresentato dalla presenza di un lavoro o del denaro derivante, ma basta un reddito o la presenza di un patrimonio che garantisca l’indipendenza economica. Tale status, quindi, è raggiunto solo quando il figlio maggiorenne ottiene un lavoro che gli consente un reddito commisurato alle sue competenze oltre che e a una corretta collocazione nel suo ambito economico-sociale.

In tal senso tutto ciò che contribuisce a migliorare i desideri del figlio mediante idonei percorsi accademici o formativi rientra nell’obbligo di mantenimento del genitore.

Tale obbligo permane sino a quando è provato che l’indipendenza non è raggiunta per ragioni attribuibili esclusivamente al figlio. Si può richiedere l'esonero dell’assegno di mantenimento nel caso in cui il figlio maggiorenne protesti in modo ingiustificato nei confronti delle proposte di lavoro non raggiungendo, così, l’indipendenza dai genitori.
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