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L’assegno di mantenimento: gli effetti sulle somme percepite se viene ridotto o annullato. Chiedi un parere all’avvocato gratis su questo portale

Assegno di mantenimento, effetti delle modifiche se ridotto o annullato
Assegno di mantenimento, effetti delle modifiche se ridotto o annullato Il caso descritto in questo articolo prende spunto da un’istanza di separazione a conclusione della quale il giudice del Tribunale ha disposto alla ex moglie un assegno di mantenimento mensile di € 1.000,00. Tale sentenza è stata confermata dalla Corte d’Appello, ma non dalla Cassazione che ha ritenuto valide le obiezioni avanzate dal marito in relazione all’importo dell’assegno.

In merito a questo aspetto, infatti, la Corte di appello ha quantificato il reddito dell’ex marito senza definire se l’importo della pensione percepita fosse al netto o al lordo.

La stessa Corte, raffrontando i requisiti reddituali degli ex coniugi, aveva riaffermato la sentenza di primo grado e la misura dell'assegno in favore dell’ex moglie sulla base del fatto che la stessa aveva un reddito quasi cinque volte inferiore a quello dell’ex coniuge ed era costretta a cure continue per affrontare gravi patologie.
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Secondo i giudici della Corte d’Appello, oltretutto, non ha molto rilievo la circostanza rilevata dall’ex marito secondo cui, nel frattempo, in sede di ammissione al giudizio di divorzio la moglie non avesse fatto richiesta di assegno divorzile.

Per tali ragioni l’uomo ricorre in Cassazione, mentre l’ex moglie si costituisce in giudizio e argomenta l’inaccettabilità del ricorso all’importo stabilito per l'assegno di mantenimento che l'ex marito non è comunque più obbligato a versare nel momento in cui è passato in giudicato la sentenza di divorzio che ha scartato ogni dovere di partecipazione al sostentamento personale della ex moglie.

A fine 2015 la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso ritenuto non ammissibile per difetto di interesse, anche in relazione alla possibilità di reiterare le somme corrisposte alla ex moglie in seguito sia alla sentenza di separazione che alla successiva di divorzio.
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Con l'occasione di questa ordinanza la Cassazione ha ribadito che, in materia di separazione coniugale, la disposizione che disconosce al coniuge la possibilità di ottenere il mantenimento o ne limita l’importo non determina in automatico il diritto di riproporre le maggiori somme versate in ragione di disposizioni precedenti e non definitive.

Per la Cassazione ciò avviene solo nel caso in cui, per la loro natura non elevata, le somme versate siano state comunque utilizzate come contributo al sostentamento personale dell’ex coniuge sino al possibile annullamento o limitazione dell’importo stesso e, comunque, fino alla probabile esclusione dello stesso diritto o al suo attenuarsi in un vincolo di natura alimentare.

Per tutte queste ragioni i giudici della Cassazione hanno stabilito quanto sopra descritto, sia per la irripetibilità delle somme versate dall’uomo all’ex moglie dalla sentenza di separazione fino alla pronuncia di divorzio, sia di quelle percepite dalla donna in virtù del provvedimento iniziale.

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