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Chi si deve occupare dei minori senza genitori o con parenti inadatti?

Chi si deve occupare dei minori senza genitori o con parenti inadatti?
Chi si deve occupare dei minori senza genitori o con parenti inadatti? La legge ha riformato la filiazione, stabilendo che la responsabilità genitoriale spetti ad entrambi i genitori oppure ad uno solo.

Quando però i genitori sono morti oppure non sono in grado di esercitare la responsabilità genitoriale, deve essere nominato un tutore.

La decisione dell'affidamento dei minori viene fatta dal giudice tutelare che prevede la nomina di un tutore e di un protutore, il quale rappresenta l'interesse del minore in caso di contrasto con il tutore e compie gli atti di amministrazione quando questi manca.

La tutela dei minori può essere anche volontaria, ossia scelta dallo stesso genitore oppure legittima, quando viene affidata ai parenti in ordine di ascendenza.

Quando occorre rivolgersi a un ente assistenziale la legge ne parla all'articolo 354 del codice civile.
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«La tutela dei minori, che non hanno nel luogo del loro domicilio parenti conosciuti o capaci di esercitare l'ufficio di tutore, può essere deferita dal giudice tutelare ad un ente di assistenza nel comune dove ha domicilio il minore o all'ospizio in cui questi è ricoverato.

L'amministrazione dell'ente o dell'ospizio delega uno dei propri membri a esercitare le funzioni di tutela. È tuttavia in facoltà del giudice tutelare di nominare un tutore al minore quando la natura o l'entità dei beni o altre circostanze lo richiedano».

L'amministrazione dei beni del minore deve essere fatta basandosi sugli articoli 374 e 375 del codice civile, che regolamentano rispettivamente l'ordinaria amministrazione e le decisioni che devono essere prese con il giudice tutelare delle quali il tutore non si può occupare:

«Il tutore non può senza l'autorizzazione del tribunale: 1) alienare beni, eccettuati i frutti e i mobili soggetti a facile deterioramento; 2) costituire pegni o ipoteche;

3) procedere a divisioni o promuovere i relativi giudizi; 4) fare compromessi e transazioni o accettare concordati. L'autorizzazione è data su parere del giudice tutelare».
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Qualunque atto venga compiuto dal tutore è annullabile e la sua presenza è vietata dalla legge per gli atti che vengono considerati personalissimi, come il testamento o il matrimonio.

In questi casi non è prevista neanche la responsabilità genitoriale nei confronti del minore.

I minori emancipati possono essere affidati anche a un curatore che, a differenza del tutore, non si sostituisce ma integra la sua volontà e solamente in caso di decisioni patrimoniali.

Secondo la legge, i minori emancipati devono avere compiuto almeno 16 anni, possono riscuotere capitali e compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione sotto la vigilanza del curatore.

Se dovesse nascere un conflitto di interessi tra il minore e il curatore, il giudice deve nominare un curatore speciale e, nei casi di straordinaria amministrazione, le decisioni devono essere prese dal giudice tutelare.

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