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Quanto tempo bisogna conservare le bollette pagate

Quanto tempo bisogna conservare le bollette pagate
Quanto tempo bisogna conservare le bollette pagate Spesso viene la tentazione di buttare nel fuoco le centinaia di bollette vecchie, ricevute  e documenti vari che si sono accumulati negli anni.

La voglia di mettere tutto in ordine e fare pulizia è molto forte, tuttavia bisogna resistere per non incorrere in sanzioni anche molto onerose.

Può capitare addirittura di dover pagare due volte la solita cosa perché ci siamo scordati di averlo già fatto e l'azienda per errore ci invia una nuova bolletta.

Se non è possibile dimostrare l'avvenuto pagamento bisogna pagare di nuovo, altrimenti oltre alla multa possono anche staccare la fornitura.

Per un certo numero di anni i cittadini sono costretti ad essere pronti a comprovare in qualunque momento l'avvenuto pagamento di un bollettino o di una fattura, pena le stesse conseguenze legali del mancato pagamento.
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Ecco perché bisogna conservare sempre tutte le ricevute e i documenti dei pagamenti, ma per quanto tempo?

Ad un certo punto lo spazio nei classificatori e nei cassetti si esaurirà, perché la carta occupa spazio nonostante si cerchi in tutti i modi di eliminarla con la digitalizzazione.

Purtroppo per adesso i bollettini cartacei dei pagamenti vanno conservati per parecchi anni, solitamente non meno di cinque.

Vediamo nel dettaglio per quanti anni vanno conservati bollettini e ricevute di pagamento dei principali documenti.

Le bollette di acqua, luce, telefono e gas vanno conservate per cinque anni dalla data della scadenza.

Cinque anni di conservazione anche per la maggior parte degli altri documenti, come le tasse per la spazzatura, le spese condominiali, le spese del mutuo e dell'affitto.
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Tutti i bollettini F24 pagati per IMU, ICI e tasse varie, vanno tenuti per cinque anni dall'anno successivo a quello dell'avvenuto pagamento.

I termine di prescrizione del credito delle multe è ugualmente di cinque anni, così come quello della dichiarazione dei redditi.

I cinque anni vanno calcolati a partire dall'anno successivo a quello della dichiarazione dei redditi e nel caso di ristrutturazioni edilizie o interventi di riqualificazione energetica i tempi si allungano parecchio.

Le ricevute delle ristrutturazioni vanno conservate per 15 anni, perché la rateizzazione delle detrazioni è su dieci anni, quindi i cinque anni si sommano ai dieci.

Sebbene non sia più obbligatorio esporlo, anche il bollo auto va conservato per almeno tre anni a partire dall'anno successivo alla scadenza.

Anche le cambiali e i documenti per i professionisti, come le fatture degli avvocati, vanno conservate per tre anni.
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