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Promettevano assunzioni in BNL per 5mila euro, via al processo

Promettevano assunzioni in BNL per 5mila euro, via al processo
Promettevano assunzioni in BNL per 5mila euro, via al processo Comincerà il 22 giugno 2016 il processo per la maxitruffa delle finte assunzioni in BNL scoppiata nel 2012 e fino ad allora si potrà aderire alla class action.

Finalmente, a distanza di quattro anni, ci sarà il processo contro la Banca Nazionale del Lavoro ritenuta responsabile del raggiro perpetrato ai danni di un migliaio di giovani con la promessa di essere assunti.

L'associazione di consumatori CODICI aveva raccolto le denunce di alcune persone assistendole mediante l'associazione delle denunce alla Procura e si costituirà parte civile al processo.

È possibile aderire alla class action fino al 20 giugno 2016 contattando l’associazione CODICI tramite il sito internet.

Nel 2012 CODICI aveva denunciato la vicenda assistendo le persone truffate e adesso, a distanza di quasi quattro anni, è stata fissata la data del processo per il quale è ancora possibile costituirsi parte civile.
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La truffa era stata architettata da alcune persone che promettevano delle assunzioni in banca a fronte di un piccolo investimento per il proprio futuro.

I soldi venivano ricevuti tramite bonifico bancario e variavano tra i 1500 e i 5000 euro; la risposta alla mancata assunzione era sempre imputata ai tagli fatti dal ministro Monti, ma era solo questione di tempo.

Il sistema criminale era composto da tre donne di cui una dipendente dell'istituto bancario, un ex funzionario in pensione e una proprietaria di atelier di alta moda pregiudicata.

Per circa due anni molti giovani neolaureati affrontavano i test all'interno di eleganti alberghi romani, non prima però di aver versato un bonifico calcolato in base all'estrazione sociale.

I test affrontati erano di diversi tipi, psicoattitudinali, economia, lingue, cultura generale e venivano svolti su fogli di carta intestata BNL falsa.
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La funzionaria di BNL, la collega in pensione e la commerciante pregiudicata sono state arrestate per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, falso e ricettazione.

Della banda criminale facevano parte anche altre persone incaricate di procacciare clienti, tra cui il titolare di un'autoscuola.

Le adesioni all'azione di classe svolta da CODICI sono state tantissime e adesso è stato chiamato in causa anche l'istituto di credito che non può dichiararsi totalmente estraneo alla vicenda.

Le procedure di selezione del personale venivano svolte in orario di ufficio all'interno della sede centrale della banca, i candidati venivano ricevuti alla reception dando il loro nome, venivano verificati in una lista e indirizzati nella sala dagli stessi addetti della banca.

BNL non ha mai chiarito come sia stato possibile passare tranquillamente dalla portineria ed essere indirizzati in un ufficio per sostenere dei finti colloqui di lavoro.

Sembra che le vittime di questa truffa siano più di mille e possono ancora aderire all'azione di gruppo mettendosi in contatto con l'associazione di consumatori CODICI.

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