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Se il cassonetto prende fuoco i danni li paga l’azienda dei rifiuti

Se il cassonetto prende fuoco i danni li paga l’azienda dei rifiuti
Se il cassonetto prende fuoco i danni li paga l’azienda dei rifiuti La ditta che gestisce  la nettezza urbana è tenuta a risarcire i danni causati a cose o persone e se i cassonetti prendono fuoco è responsabile di omessa custodia.

L'azienda è tenuta per legge a controllare che bidoni della spazzatura siano sempre collocati a distanza di sicurezza da cose o persone, in maniera da scongiurare il più possibile eventuali danni che possano causare.

Uno degli eventi più pericolosi che possano capitare è che prendano fuoco danneggiando gravemente le cose che hanno intorno. Quando i raccoglitori per i rifiuti sono messi troppo vicino ad abitazioni, negozi, parcheggi, centri commerciali, è il titolare della gestione della pulizia del territorio ad esserne responsabile, anche se a spostarli è stato qualcun'altro.

Con la sentenza numero 419 del 16 giugno 2015, la Corte d'Appello di Lecce ha condannato la società di gestione della nettezza urbana  a risarcire la proprietaria di un negozio danneggiato dalle fiamme provenienti dai cassonetti dell'immondizia.
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Inizialmente la cifra richiesta era di 64000 euro, ridimensionata in 40000 in secondo grado perché i vestiti incendiati erano dell'anno precedente.

La ditta di rifiuti non è stata in grado di fornire le prove del caso fortuito dell'incidente e un evento del genere non può essere considerato imprevedibile.

I bidoni della spazzatura erano praticamente attaccati al portone all'ingresso del negozio di abbigliamento e se anche fossero stati spostati da terze persone la società era comunque tenuta a controllare se fossero posizionati nella giusta zona.

Il reato condannato è stato di mancanza di vigilanza sui beni in custodia, un tema legale che è trattato nell'articolo 2051 del Codice Civile.
Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia (1), salvo che provi il caso fortuito [1218, 1256, 2052] (2).
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Note:
(1) Custode è colui che ha il potere di vigilanza e di controllo sulla cosa, e tale potere può essere di diritto ma anche solo di fatto. L'ipotesi contemplata dalla norma sussiste quando la cosa produca da sola un danno. Diverso è il caso in cui il danno deriva dall'opera dall'uomo: in tale frangente si applica la generale previsione di cui all'art. 2043 c.c..

(2) La giurisprudenza, così come nel caso del danno prodotto dall'incapace (2047 c.c.) ed in quello di responsabilità di genitori, tutori e precettori (2048 c.c.), è piuttosto severa nell'individuazione della prova liberatoria.

Da quanto si evince dalla legge, colui che ha in custodia la cosa è responsabile dei rischi che questa può causare.

Non è stato possibile appellarsi al caso fortuito del danno nel caso in questione, dunque la proprietaria del negozio di abbigliamento ha fatto bene a contattare un legale per avere il risarcimento del danno causato dal fuoco sprigionato dai cassonetti della spazzatura che non erano stati correttamente custoditi dalla ditta preposta.
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