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Cane sbranato dai cinghiali: la Regione risarcisce il padrone

Cane sbranato dai cinghiali: la Regione risarcisce il padrone
Cane sbranato dai cinghiali: la Regione risarcisce il padrone Se il cane viene sbranato da un branco di cinghiali venuti fuori da un parco pubblico, la Regione deve risarcire il proprietario per perdita morale e patrimoniale.

È quello che ha stabilito il giudice di pace di Genova in una sentenza del 2016, imponendo alla Regione il risarcimento dei danni per l'uccisione dell'animale.

La Regione è responsabile di tenere sotto controllo la fauna selvatica, mentre spetta alla Provincia la responsabilità dei danni provocati dagli animali alle coltivazioni.

Nel caso in questione, una signora stava passeggiando in un parco pubblico con i suoi tre cani di razza, quando alcuni cinghiali sono emersi improvvisamente da un'aiuola, costringendola a rifugiarsi sul tetto di un'automobile.
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Dei tre cani uno è rimasto dilaniato dal branco di cinghiali e la donna ha presentato ricorso al giudice di pace, il quale le ha riconosciuto il danno morale e patrimoniale risarcibile dalla Regione.

Nonostante non vi sia un verbale della polizia a testimoniare l'accaduto, numerose persone hanno assistito alla scena che purtroppo non è nuova, con le ultime eccezionali proliferazioni di cinghiali che si avvicinano sempre di più ai centri cittadini.

Il giudice ha stabilito che il risarcimento complessivo per il danno subito sia di 2100 euro, di cui 800 per danni morali, ossia la sofferenza patita per la perdita dell'animale da compagnia e 800 per danno patrimoniale e rimborsare la perdita economica del pedigree.
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In seguito all'aggressione subita, la signora è rimasta in forte stato di choc ed è stata portata al pronto soccorso; nonostante sia poi mancato un danno biologico temporaneo, il giudice le ha riconosciuto ulteriori 300 euro di risarcimento.

La Regione sarà costretta anche a rifondere tutte le spese di giudizio, visto che è la responsabile della gestione della fauna selvatica.

La legge tratta di danno non patrimoniale nell'articolo 2059 del Codice Civile, nel quale si legge tra le altre cose che le categorie di danno non patrimoniale siano le seguenti.

"Danno morale, quale turbamento transeunte dello stato d'animo; danno biologico, cioè la lesione psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che incide sul suo quotidiano e sulle sue relazioni ma che prescinde dalla sua capacità reddituale".

"Danno esistenziale, che, ledendo altri diritti costituzionalmente tutelati, compromette la possibilità di svolgere le attività che realizzano la persona umana". 

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