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Gli animali da compagnia non si possono pignorare

Animali da compagnia
Animali da compagnia Il pignoramento è un atto del diritto italiano che ha la funzione di vincolare i beni del debitore per soddisfare i diritti del creditore.

L'ingiunzione di pignoramento viene fatta dall'Ufficiale Giudiziario ed è disciplinata dagli articoli 491-497 del Codice di Procedura Civile.

Quando avviene il pignoramento il debitore può continuare ad usufruire dei beni pignorati, ma non può deteriorarli o venderli perché non ne ha più la piena proprietà.

Vi sono degli strumenti di protezione a disposizione dei debitori e sono impignorabili alcune cose, come i fondi patrimoniali, gli oggetti della casa indispensabili alla vita quotidiana e quelli necessari all'esercizio della professione.

Non si possono pignorare gli oggetti sacri o necessari all'esercizio del culto e alcuni animali da compagnia.

La nuova formulazione dell'articolo 514 del Codice di Procedura Civile dispone che gli animali che non si possono pignorare siano quelli tenuti nella casa del debitore e che non abbiano fini riproduttivi, commerciali o alimentari.
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Non si possono pignorare neanche gli animali deputati all'assistenza o a fini terapeutici del debitore, dei figli o del coniuge.

Gli animali impignorabili considerati da affezione o da compagnia sono cani e gatti, secondo quanto stabilisce la legge numero 281 del 1991, ma non solo.

In base al regolamento europeo numero 576 del 2013, l'elencazione di animali d'affezione è più ampia e include anche uccelli, anfibi, animali acquatici, furetti, roditori e conigli.

Gli animali destinati all'assistenza e a fini terapeutici sono elencati in un accordo del 6 febbraio 2003 del Ministero della Salute, nel quale sono definiti animali utili per l'uomo quelli per i disabili e per la pet therapy.

Il regolamento dell'Unione Europea numero 576 del 2013 è stato varato dal Parlamento e dal Consiglio il 12 giugno 2013, tratta di movimenti a carattere non commerciale di animali da  compagnia e abroga il regolamento (CE) n. 998/2003.
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Oltre agli animali classici da compagnia ai quali vanno aggiunti roditori, conigli, rettili, furetti, anfibi e animali acquatici ornamentali, sono considerati animali da affezione anche gli invertebrati, ad eccezione di crostacei, molluschi, api e bombi.

Gli animali destinati al commercio e alla produzione alimentare non sono valutati come da compagnia, così come quelli che non svolgono attività utili all'uomo, pertanto sono potenzialmente pignorabili.

Rientrano dunque tra i beni mobili assolutamente impignorabili gli animali da affezione o da compagnia, secondo quanto stabilito dalla legge numero 221 del 28 dicembre 2015, dove si legge all'articolo 77:

"Art. 77. Modifica all’articolo 514 del codice di procedura civile. 1. All’articolo 514 del codice di procedura civile, in materia di cose mobili assolutamente impignorabili, dopo il numero 6) sono aggiunti i seguenti:"

"6-bis) gli animali di affezione o da compagnia tenuti presso la casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza fini produttivi, alimentari o commerciali".

"6-ter) gli animali impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli". Richiedi una consulenza legale ad uno degli avvocati specializzati presenti sul portale.
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