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La detrazione fiscale per le spese di ristrutturazione spetta a chi ha fatto i lavori

La detrazione fiscale per le spese di ristrutturazione spetta a chi ha fatto i lavori
La detrazione fiscale per le spese di ristrutturazione spetta a chi ha fatto i lavori Il proprietario di una casa vorrebbe far detrarre le spese di ristrutturazione da chi vi abita gratuitamente ed ha svolto i lavori, ma sono necessari dei documenti per poterlo fare. La legge è chiara e il fisco rimborsa solo chi ha i diritti di fare i lavori e dimostra di aver pagato.

Per non rischiare di avere problemi con l'Agenzia delle Entrate, conviene richiedere la consulenza di avvocati esperti in ristrutturazioni edilizie e agevolazioni fiscali perché le cose cambiano spesso e ogni Comune ha regole proprie.

La legge numero 208 del 28 dicembre 2015 ha prorogato le agevolazioni fiscali fino al 31 dicembre 2016 in base a determinate aliquote: per gli interventi di adeguamento antisismico e di miglioramento energetico la detrazione è del 65% e per le ristrutturazioni edilizie del 50%. La detrazione del 50% riguarda anche l'acquisto di mobili su una spesa massima di 10.000 euro.
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Si può beneficiare della detrazione dell'imposta Irpef del 36% e per i lavori effettuati dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016 la detrazione è del 50%. La detrazione del 50% si ha anche per eventuali spese sostenute per mobili ed elettrodomestici di classe superiore alla A++ acquistati dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016. Per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e di recupero edilizio si applica l'aliquota Iva agevolata del 10%.

Le detrazioni fiscali non spettano al proprietario dell'abitazione, ma a colui che ha effettuato i lavori, ad esempio l’affittuario. Se ad esempio si possiede un'abitazione nella quale non si vive e che viene utilizzata da parenti o amici gratuitamente e questi ultimi volessero eseguire interventi di manutenzione o ristrutturazione detraibili dalla dichiarazione dei redditi, ne avrebbero pienamente il diritto ma a particolari condizioni.

La detrazione delle spese spetta a chi ha pagato, ma la norma si può applicare solamente a chi è titolare dell'immobile o ha particolari diritti su di esso. Se si lascia in uso gratuito una casa senza alcun documento non è possibile dimostrare che non vi si abita e pertanto non si è tenuti a farci dei lavori, quindi bisogna fare un contratto di comodato d'uso gratuito per avere la possibilità far detrarre le spese a chi ci abita.
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Bisogna considerare se può valere la pena di affrontare una spesa per registrare un contratto che porterà altri pagamenti di imposte, ma questo è l'unico metodo per riuscire a detrarre fiscalmente le spese di ristrutturazione da chi realmente ha svolto i lavori.

In caso contrario le detrazioni fiscali spetterebbero al proprietario che nel caso in questione non ne avrebbe diritto. Il contratto di comodato d'uso gratuito va registrato prima dell'avvio delle spese di ristrutturazione e coloro che vorranno detrarle dalla dichiarazione dei redditi dovranno avere le fatture intestate a proprio nome.

Anche i pagamenti eseguiti mediante bonifico dovranno riportare il codice fiscale e tutte le spese andranno poi inserite nella dichiarazione dei redditi. La soluzione di un contratto di comodato d'uso può essere utile anche per coloro che hanno bisogno di sostenere delle spese ma non hanno un reddito sufficiente che faccia raggiungere una cifra tale di imposte che permetta di recuperare integralmente la spesa sostenuta.

Come ogni contratto ci saranno dei costi da pagare che vanno tenuti in considerazione per valutare se convenga farlo per usufruire della detrazione oppure no. Andrebbe richiesta una consulenza legale con avvocati esperti in condominio per non rischiare di avere problemi con l'Agenzia delle Entrate.
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