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Il parere del legale sulla responsabilità professionale del medico: contrattuale o extracontrattuale?

La responsabilità del medico in cassazione
La responsabilità del medico in cassazione L’orientamento prevalente degli avvocati e studi legali in campo civilistico afferma oggi la natura contrattuale della responsabilità professionale del medico, potendo discendere dal semplice “contatto” con il medico o la struttura sanitaria quanto a maggior ragione nel caso di esplicito contratto, o approvazione di preventivo, a cui segua una certa prescrizione, intervento o terapia.

Il vantaggio più evidente del potersi configurare una responsabilità contrattuale, piuttosto che extra contrattuale, ovvero per illecito, sta nell’inversione dell’onere della prova, che consente al danneggiato di restare esente dall’onere di provare il compimento dell’atto doloso o colposo che gli ha cagionato l’ingiusto danno, onere che resta invece a carico del professionista nel caso di responsabilità extracontrattuale e che ricorre ogni qual volta si assuma lesa l’integrità psico-fisica del paziente.
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La Cassazione precisa altresì che “in ipotesi di non corretta esecuzione della prestazione professionale medica, eseguita in struttura sanitaria pubblica, rispondono a titolo di responsabilità contrattuale sia l'ente ospedaliero, gestore di un servizio pubblico sanitario, sia il medico dipendente ex art. 28 cost.” (Cassazione civile Sezione III, 02-12-1998, n. 12233).

Vale a dire che l’ente può essere chiamato a risarcire il danno in regime di responsabilità solidale e oggettiva, senza cioè che possa essergli imputata alcuna colpa sotto il profilo squisitamente soggettivo, mentre il medico risponderà per colpa per avere prestato una inadeguata opera professionale (Tribunale di Milano, 19-02-2001).

(*) Per quanto riguarda la possibilità di risarcimento dei danni non patrimoniali, l’interpretazione costituzionalmente orientata è quella di ricomprendervi ogni danno, di natura non patrimoniale, derivante dalla lesione di valori inerenti la persona, così fondando un sistema di garanzia del principio generale del neminem laedere virtualmente tutelabile senza limitazioni risarcitorie.
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Resta salva la possibilità di agire in sede penale per le lesioni causate. (*) “La giurisprudenza, da ultimo, ha qualificato come contrattuale - oltre che extracontrattuale - la responsabilità del medico che opera all'interno di una struttura ospedaliera, ribaltando i precedenti orientamenti giurisprudenziali che ravvedevano in capo al medico solo una responsabilità extracontrattuale, per violazione dei doveri inerenti alla professione, ex art. 2236 c.c., concorrente con quella contrattuale dell'ente”(…).

La conclusione dello stesso Tribunale, “Se si guarda alla genesi del rapporto tra paziente e medico dipendente, esiste un momento in cui le parti stabiliscono se entrare in relazione e, da quel momento, assumono un impegno reciproco e pongono una regola di comportamento: obbligazione e prestazione entrano a pieno titolo in un rapporto fondato sulla volontà delle parti”.
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