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L’avvocato online spiega: le tasse sui contratti di comodato

L'avvocato spiega: le tasse sui contratti di comodato
L'avvocato spiega: le tasse sui contratti di comodato Il contratto di comodato è una particolare forma di accordo che viene fatto tra due persone su un bene mobile o immobile, di cui una offre il bene e l'altra se ne serve per un tempo determinato con l'obbligo di restituire la cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito

Prevede solo il rimborso spese, il mantenimento della cosa e l'obbligo di restituirla; il comodatario è colui che usufruisce della cosa e non può concederne l'uso a nessuno senza il consenso del comodante (il proprietario).

Dal punto di vista fiscale, il contratto di comodato si distingue in due tipologie: contratto di comodato in forma scritta e contratto di comodato in forma verbale.

Il contratto di comodato in forma scritta ha a sua volta due varianti, beni mobili o beni immobili. Nel caso in cui si tratti di comodato di beni immobili in forma scritta le tasse da pagare sono fisse, e ammontano a 200 euro da versare tramite F23, sia che sia stato sottoscritto con scrittura privata autenticata o redatto con un atto pubblico.
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Il comodato di beni mobili redatto in forma scritta non autenticata va registrato solamente in caso di uso e bisogna pagare sempre 200 euro, mentre se redatto con scrittura autenticata o con atto pubblico va a pagata l'imposta di bollo pari a 16 euro ogni 100 righe.

Il contratto di comodato non è soggetto all'obbligo di registrazione sia che si tratti di beni mobili o immobili come stabilisce il Decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 26 aprile 1986: “Sono soggetti a registrazione i contratti verbali: di locazione o affitto di beni immobili esistenti nel territorio dello Stato e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite; di trasferimento e di affitto di aziende esistenti nel territorio dello Stato e di costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento sulle stesse e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite. Per gli altri contratti verbali si applicano le disposizioni dell'art. 22”.
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L'articolo 22 dello stesso DPR dispone che se l’atto enunciato era soggetto a registrazione in termine fisso è dovuta anche una pena pecuniaria che va dal 120 a 240% in più dell'imposta dovuta.

Per evitare di perdersi in tutti i cavilli legali che sono legati alle tasse da pagare sui contratti di comodato d'uso la cosa migliore da fare è quella di rivolgersi a un avvocatospecializzato per occuparsi di tutta la pratica del contratto di comodato dal punto di vista giuridico e fiscale.

Le normative in vigore cambiano spesso e avere un parere legale aggiornato e competente è indispensabile per non doversi trovare dopo a pagare le sanzioni amministrative che sono inevitabili, perché “Ignorantia legis neminem excusat”, cioè “L'ignoranza della legge non scusa nessuno”.
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