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Rottama la moto distrutta e non viene rimborsato

Rottama la moto distrutta e non viene rimborsato
Rottama la moto distrutta e non viene rimborsato In seguito ad un grave incidente stradale un uomo ha distrutto la propria moto ed è stato costretto a rottamarla.

Lo scontro è avvenuto contro un'auto e il motociclista, oltre ad aver dovuto buttare via il mezzo, ha subito gravi lesioni fisiche, citando in giudizio l'automobilista per essere rimborsato.

La domanda è stata accolta dal tribunale per la richiesta di danni morali, biologici e da invalidità temporanea.

Il giudice però ha respinto la pretesa di risarcimento del danno patrimoniale, perché questo non era adeguatamente documentato.

Bisognava fornire la prova di necessità di demolizione e che non sarebbe stato economico riparare il mezzo; è definita antieconomica la riparazione che supera di molto il valore commerciale del veicolo.

Il centauro non ha fornito neanche il certificato di rottamazione della moto e il giudice ha respinto la richiesta dei danni patrimoniali.
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Insoddisfatto della sentenza, l’uomo è ricorso in Appello, ma anche in questo caso la mancanza di documentazione ha impedito al giudice di accogliere la domanda.

Il danneggiato ha proseguito in Corte di Cassazione, presentando le fotografie della moto dopo l'incidente e il preventivo fatto dal meccanico per le riparazioni.

Anche la Suprema Corte è stata in linea con le precedenti decisioni, perché, sebbene il ricorrente abbia portato in tribunale le fotografie della moto danneggiata e il preventivo per le riparazioni, poi ha seguito un'altra strada e ha demolito il mezzo.

Avrebbe dovuto portare al giudice il certificato di demolizione e chiedere il risarcimento danni in base al valore di mercato della motocicletta.

Il risarcimento danni pari al costo di acquisto del veicolo è chiamato risarcimento per equivalente e per poterlo ottenere è indispensabile fornire la prova della rottamazione.
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Se il mezzo non viene rottamato c'è il rischio che il rimborso sia maggiore e poi i soldi vengano utilizzati per la riparazione trattenendo per sé la differenza.

Secondo altre sentenze, il costo della riparazione notevolmente superiore al valore commerciale del veicolo implica che l'assicurato debba essere risarcito comunque con una somma pari al valore di mercato che aveva il mezzo prima dell'incidente.

In alcuni casi non è stata necessaria la prova della rottamazione, ma nel caso della sentenza in questione il giudice l'ha ritenuta indispensabile per poter ottenere il risarcimento per equivalente del valore del mezzo.

La moto è stata rottamata, ma le prove presentate in tribunale sono state delle fotografie della moto distrutta e il preventivo del meccanico, incongruenti con ciò che è realmente avvenuto e quindi il risarcimento danni patrimoniali non è dovuto. Chiedi una consulenza legale ad uno dei nostri avvocati esperti.
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