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Infortuni stradali e concorso di colpa, non sempre è automatico

Infortuni stradali e concorso di colpa, non sempre è automatico
Infortuni stradali e concorso di colpa, non sempre è automatico Quando un incidente coinvolge più veicoli non è automatico il concorso di colpa se la condotta di guida è stata regolare.

L'articolo 2054 del Codice Civile dice che: "Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli".

Sostanzialmente la legge dichiara che in caso di incidente ciascuno dei veicoli abbia lo stesso grado di colpa e per provare la propria innocenza il conducente debba dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Secondo una sentenza del 2014, non è necessario dimostrare la propria innocenza quando l’automobilista ha tenuto una condotta di guida regolare.

L'altro presupposto indispensabile per non coinvolgere tutti nel concorso di colpa è che vi sia la responsabilità accertata di qualcuno.
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Nel caso specifico, una persona a bordo di una motocicletta ha attraversato l'incrocio con il semaforo rosso finendo investita da un'auto che stava passando con il verde.

Davanti a questa auto ce n'era un'altra che aveva frenato in tempo per non colpire il motociclista, ma fermandosi aveva limitato la visuale dell'altra auto che la stava sorpassando.

L'auto impegnata nel sorpasso non poteva vedere il motociclista in arrivo perché era coperto dalla vettura che aveva frenato, e per questo motivo l'avvocato ha richiesto il risarcimento danni per concorso di colpa.

Inizialmente l'assicurazione ha attribuito il 100% di torto al motociclista il quale si è rivolto all'avvocato che ha portato la vicenda in tribunale.

I giudici sono stati concordi anche in Appello, esonerando completamente gli altri mezzi dal concorso di colpa: il motociclista non ha fatto nulla per evitare l'incidente e la responsabilità dei danni è solamente sua.
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La Corte di Cassazione ha ribadito la sentenza, sottolineando il fatto che non fosse necessario dimostrare che l'investitore avesse fatto tutto il possibile per evitare l'incidente.

Gli avvocati del centauro hanno evidenziato il fatto che non ci fossero prove che la macchina che ha investito la moto avesse frenato o rallentato, rimarcando l'imprudenza di non aver controllato debitamente l'incrocio nonostante vi fosse il semaforo verde.

Il solo fatto di avere tenuto una condotta di guida regolare attraversando l'incrocio con il verde è bastato ai giudici per non tenere in considerazione un'eventuale concorso di colpa.

La responsabilità dell'incidente accertata è del motociclista e i proprietari delle altre auto non hanno commesso nessuna infrazione al codice della strada, pertanto non sono tenuti a risarcire alcun danno. Chiedi una consulenza legale ad uno dei nostri avvocati esperti.
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