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Gli avvocati iscritti all’ordine rispondono: è possibile chiedere l’usucapione di una servitù di parcheggio su un'area condominiale?

E' possibile chiedere l’usucapione di una servitù di parcheggio su un'area condominiale?
E' possibile chiedere l’usucapione di una servitù di parcheggio su un'area condominiale? Gli avvocati si sono più volte trovati ad analizzare l’stanza del singolo condomino che, assumendo di aver sempre parcheggiato su di una determinata area del condominio, richieda di accertarsi l'avvenuta usucapione di una servitù di parcheggio.

Occorre sottolineare come questo non sia sempre possibile; ciascun condomino non potrà indiscriminatamente ritenere di aver usucapito una servitù di posteggio su di un'area comune semplicemente per aver parcheggiato frequentemente la propria auto in quella zona.

L'usucapione in questione, infatti, aggiunge lo studio legale online, si potrà avere solo nel caso di esclusività del parcheggio, corrispondente alla costante esclusione di tutti gli altri condomini da determinate aree.

Caso tipico sarà dunque quello del condomino che abbia apposto, senza contestazione di altri comproprietari, cartellonistica o segnaletica orizzontale denunciando l'esclusività del posto auto, tale da impedire il parcheggio agli altri condomini.
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A tale proposito citiamo la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 01/2013: “… il parcheggio dell'auto non rientra nello schema di alcun diritto di servitù, difettando la caratteristica tipica di detto diritto, ovverosia la realità (inerenza al fondo dominante dell'utilità cosi come al fondo servente del peso), in quanto la comodità di parcheggiare l'auto per specifiche persone che accedono al fondo non può valutarsi come una utilità inerente al fondo stesso, trattandosi di un vantaggio del tutto personale dei proprietari.

… il parcheggio di autovetture su di un'area può costituire legittima manifestazione di un possesso a titolo di proprietà del suolo, ma non anche estrinsecazione di un potere di fatto riconducibile al contenuto di un diritto di servitù, diritto caratterizzato dalla cosiddetta realitas, intesa come inerenza al fondo dominante dell'utilità così come al fondo servente del peso, mentre la mera commoditas di parcheggiare l'auto per specifiche persone che accedano al fondo (anche numericamente limitate) non può in alcun modo integrare gli estremi della utilità inerente al fondo stesso, risolvendosi, viceversa, in un vantaggio affatto personale dei proprietari.
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La servitù di parcheggio non esiste né può essere creata. Ciò perché il nostro sistema giuridico non prevede la facoltà, per i privati, di costituire servitù meramente personali (cosiddette servitù irregolari), intese come limitazioni del diritto di proprietà gravanti su di un fondo a vantaggio non del fondo finitimo, bensì del singolo proprietario di quest'ultimo, sì che siffatta convenzione negoziale, del tutto inidonea alla costituzione del diritto reale limitato di servitù, va inquadrata nell'ambito del diritto d'uso, ovvero nello schema del contratto di locazione o dei contratti affini, quali l'affitto o il comodato.

In entrambi i casi, il diritto trasferito, attesane la natura personale ed il carattere obbligatorio, non può ritenersi ipso facto trasmissibile, in assenza di una ulteriore, apposita convenzione stipulata dall'avente diritto con il nuovo proprietario del bene asservito (App. Napoli 24 gennaio 2013).
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