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Lo sviluppo della mafia grazie agli appalti pubblici

Lo sviluppo della mafia grazie agli appalti pubblici
Lo sviluppo della mafia grazie agli appalti pubblici L'aggiudicazione e la gestione di appalti pubblici in Sicilia hanno sensibilmente contribuito allo sviluppo economico della mafia negli anni del boom edilizio.

Il rapporto tra la criminalità organizzata e la gestione degli appalti pubblici è sempre stato molto stretto, sin dai lontani anni '50 quando scoppiò il cosiddetto sacco di Palermo.

Tra gli anni '50 e '60 nella città di Palermo c'è stato uno sviluppo edilizio clamoroso che ne ha stravolto completamente l'architettura.

Nel 1956 Salvo Lima divenne assessore ai lavori pubblici di Palermo rimanendo in carica fino al 1959, quando gli subentrò Vito Ciancimino e lui diventò il sindaco della città.

Durante questi anni il piano regolatore di Palermo venne modificato moltissime volte per le proteste dei cittadini tra i quali vi erano infiltrate molte famiglie mafiose.
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Nel 1960 le variazioni del piano regolatore permisero all'azienda del pregiudicato e mafioso Niccolò di Trapani di vendere aree edificabili ad imprese edili.

Nel periodo in cui furono assessori Lima e Vito Ciancimino furono rilasciate circa 4000 licenze edilizie di cui 1600 intestate a dei prestanome.

Si trattava di individui semplici e senza nessuna competenza nel settore edilizio, ma che erano in una lista di persone autorizzate a costruire case.

Nel 1961 Girolamo Moncada, amico del boss mafioso Michele Cavataio, ammazzato da Bernardo Provenzano nel 1969, è riuscito ad ottenere numerose licenze edilizie a tempo di record.

Il fratello Salvatore, amico del capo di cosa nostra Angelo La Barbera, pugnalato a morte nel cortile della prigione di Perugia nel 1975, ha ottenuto molte licenze edilizie in aree destinate a verde pubblico.
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Durante la speculazione edilizia perpetrata dalle cosche mafiose negli anni '50 e '60 a Palermo ha partecipato anche Francesco Vassallo, genero del boss mafioso Giuseppe Messina.

È riuscito ad ottenere numerosi permessi irregolari, grazie ai soldi ricevuti in prestito dalla Cassa di Risparmio di Palermo, presieduta allora dal suocero del parlamentare Giovanni Gioia.

L'assessorato ai lavori pubblici di Vito Ciancimino ha concesso negli anni numerosissime licenze edilizie irregolari fino al 1962, quando venne approvato il piano regolatore di Palermo.

Tra i molti edifici costruiti illegalmente in città venne ordinata la demolizione di un solo complesso residenziale, ma nessuna azienda osò aggiudicarsi l'appalto.

Salvo Lima è stato riconosciuto affiliato alla mafia siciliana sin dai primi anni della sua attività politica, conclusa con l'elezione alla camera dei deputati nel 1969.

Nel 1992 è stato ucciso da cosa nostra in un attentato, lo stesso anno in cui c'è stata la condanna definitiva per associazione mafiosa di Vito Ciancimino, morto a Roma per cause naturali nel 2002. Chiedi una consulenza legale ad uno dei nostri avvocati esperti.
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